
Innanzitutto voglio condividere con te il gusto profondo di scrivere un post di un blog perché sento di avere qualcosa che può davvero essere utile condividere, anziché farlo perché così "creo contenuti" o per qualche sfogone personale.
E, anche se sembra un fuori tema, questo c'entra proprio con questo argomento delicato, divisivo e profondo.
Sicuramente avrai notato che ci sono migliaia di proposte di lavoro interiore, metodi, tecniche, strade, cammini, protocolli e... potrei andare avanti per un pezzo. Il risultato è un Far West dell'interiorità, dove banditi, santi e tutto ciò che ci sta nel mezzo si mescolano in una confusione paralizzante.
Come si fa a destreggiarsi?
C'è chi ci prova selezionando secondo il criterio dei titoli professionali del formatore, c'è chi coi lignaggi spirituali, c'è chi va a simpatia, chi segue cosa consigliano gli amici, chi i social e chi fa collezione.
Di gente che però si realizza davvero o che trova a lungo termine cosa stava cercando pare che ce ne sia proprio pochina.
Come mai?
Per capire come destreggiarsi in un territorio, bisogna prima definire dove vuoi andare o cosa stai cercando davvero, altrimenti come si capisce se lo hai trovato? E già questo non viene fatto spessissimo, ecco.
Facciamo una piccola analisi.
Tra i viaggiatori di questo Far West possiamo delineare varie figure contemporanee, che cercano cose diverse. Eccone cinque, chiaramente non esaustive del panorama: il Turista Olistico, il Corsomane, il Disilluso, il Capitato e il Mezzo Morto. (scrivo al maschile, come nell'italiano tradizionale, ma si tratta ovviamente di viaggiatori umani a prescindere dal genere)
I primi due fanno millemila corsi ed esperienze, ma con un intento leggermente diverso. Mentre il Turista Olistico cerca qualcosa che lo porti alla "realizzazione" profonda (illuminazione, risveglio, buddhità o come la chiami), il secondo vuole diventare un super essere umano, cosa che comprende anche la più altra dose di successo economico e sociale possibile, e magari non invecchiare mai.
Nella pratica, il primo propende più per una ricerca energetico-spirituale, il secondo ricerca anche corsi di business, marketing, biohacking e simili.
Entrambi hanno comunque molta cura nello stare lontano dalla possibilità di trovare quello che stanno cercando, perché se lo trovassero perderebbero qualcosa di molto importante per loro: la propria identità di Cercatore. Se trovi, non cerchi più. E cosa fai tutto il giorno? E se stavi cercando del riscatto, una volta che ti senti riscattato è un po' come dopo una vendetta: sei costretto a stare nel vuoto dell'illusione che avevi creato.
Il terzo tipo di viaggiatore del Far West formativo non ne frequenta più, di corsi, "esperienzeh" e tecniche, disilluso sia dalla monnezza che ha trovato, sia da quelle tecniche stupende che però non hanno portato ciò che promettevano (perlomeno a lui), e soprattutto da quei maestri che il Disilluso aveva idealizzato e che poi si sono rivelati umani e, in quanto tali, imperfetti.
Per lui questo è stato un alto tradimento. Ha sviluppato, per difesa, una simpatica barbetta saccente (simbolica, ovviamente) da colui che ne sa, e che ha scoperto che sono tutte cazzate o, in qualche caso, che solo una via di questo far west è quella vera: la sua. Che comunque non funziona. Se lui trovasse davvero quello che finge di non cercare più, l'identità che perderebbe sarebbe quella di colui che aveva capito tutto, e anche questa è molto difficile da mollare.
Poi c'è il Capitato, quello che non voleva stare in mezzo a questi corsi, metodi, insegnanti, ma lo hanno obbligato al lavoro con un corso aziendale, o ce l'ha portato il/la partner sotto minaccia, o un problema che lo ha, poveretto, costretto a trovare una soluzione in un corso, un metodo o consulente.
Il Capitato o si converte dopo un po' in uno degli altri viaggiatori o, se non può proprio scappare e non si converte, si chiederà continuamente come ci sia finito in mezzo a sti matti, perché per lui nel settore sono tutti scemi o ladri, e il suo essere l'unico sano sembra quasi un handicap.
Anche il Capitato se trovasse una piena realizzazione, una trasformazione autentica, avrebbe qualcosa di grosso da perdere, paradossalmente molto simile a ciò che non molla il Disilluso: l'avere ragione. E, come bonus all'idea che qualcosa di buono in questo delirio collettivo in fondo c'era, dovrebbe pure ammettere che prima non stava tanto bene come continuava a ripetere.
Poi c'è il Mezzo Morto. O meglio, era mezzo morto per qualche grave questione fisica o emotiva, prima di incontrare quel metodo/formatore/disciplina che per lui era una delle ultime spiagge per guarirne, e si è trovato nel Far West interiore spinto da pura disperazione.
Se il Mezzo Morto guarisse davvero (perché quello cerca) avrebbe una concreta seconda (o terza, quarta, dipende da quanto è dovuto morire prima) possibilità.
Dovrebbe davvero scegliere come vivere in modo diverso da ciò che l'ha portato alla mezza morte, e sarebbe costretto ad essere consapevole.
Insomma, come avrai capito, i viaggiatori del Far West cercano e, soprattutto, evitano di trovare, cose diverse tra loro.
Questi viaggiatori, spesso, sono dentro ad ognuno di noi: si alternano e battibeccano tra loro.
Quindi come fare a destreggiarsi nel Far West interiore?
Innanzitutto comprendere che viaggiatore sei in questo momento e ammettere, davvero, se vuoi trovarti o trovare. Cioè chiarirti bene il tuo intento profondo e a cosa stai sfuggendo.
Ma poi c'è una fase ancora più delicata. Osservare e comprendere bene l'intento profondo di chi ti propone un corso, un metodo, una via.
E se anche tu stesso, dentro di te, dici di volere una cosa e poi coi fatti ne persegui un'altra, credi che chi hai di fronte, cioè quella persona che ti sta proponendo qualcosa non faccia come minimo lo stesso? Cioè credi che siccome dicono belli convinti che vogliono pace, bene e amore, lo perseguano davvero?
Comprendere l'intento tuo e dell'altro è, ad oggi, l'unico punto in cui mi focalizzo per scegliere se una via è per me. La competenza del formatore, paradossalmente, viene dopo e non è oggetto di questo scritto (magari lo sarà di un altro).
Questo perché i danni più grossi non li ho visti fare dagli incompetenti dal punto di vista tecnico, ma umano. Che in questo settore sono cose molto vicine.
E per cogliere gli intenti, caro viaggiatore, non esiste davvero il corso perfetto. O meglio, a questo punto potrei venderti facilmente un corso per saper individuare gli intenti tuoi e altrui. C'è un sacco di gente che lo fa: lettura delle microespressioni facciali, tecniche di manipolazione per imparare a essere tu per primo quello che fa casino con gli intenti altrui, e via così.
Ma sono tutte cose che, nel caso migliore, ti danno strumenti ESTERNI, togliendoti un altro pezzetto di fiducia in te. Sono tutte bacchette magiche che ti dicono che senza quella bacchetta tu non sai più chi sei, cosa vuoi, cosa vogliono gli altri.
Ma se vuoi ci metto un attimo, te lo so vendere benissimo come quello migliore di tutti gli altri, così poi ci faccio un po' di soldi e mi prendo un po' della tua gratitudine. Probabilmente ti funzionerà alla grande e tu crederai che io sia migliore di te e ti avrò in pugno. Che dici, già che ci siamo fondiamo una setta?
Vuoi davvero questo? Io no. Grazie.
"Ma aspetta, tu non fai anche un corso per trovare la tua missione di vita e viverla da subito?"
Assolutamente sì, e voglio che tu applichi anche a quel corso ciò che ti sto per dire, perché non sono qui a sostenere ulteriormente la tua voglia di NON trovarti e di continuare a dare agli altri il potere della tua vita partendo dal presupposto che così non vai bene e non ti conosci.
Le persone che escono dai miei corsi e che continuano a farne altri poi lo fanno, finalmente, perché GLI PIACE FARLO. E basta. Fare corsi è bellissimo, io lo adoro, si imparano un sacco di cose e si conoscono persone bellissime.
Ma i corsi non ti fanno realizzare, dai. Ma quando mai. Quella è opera tua.
Niente più consumismo interiore, quindi: possiamo andare nel Far West perché ammettiamo che ci piacciono i cavalli, i cappelli e i saloon.
Non è liberatorio? O ti fa paura, perché non è più giustificabile come qualcosa "di utile"?
Per questo nei miei corsi intensivi non possono entrare tutti: prima fanno un colloquio con una professionista che valuta, insieme alla persona, se la nostra è la strada giusta, al momento giusto. Perché quello che facciamo è pazzesco, super trasformativo, ma di turisti basta, dai. Vogliamo gente che ha voglia davvero.
Ma non divaghiamo, torniamo al come si fa a capire gli intenti: davanti ad un percorso, metodo, via proposta, guru ecc. per comprendere i tuoi intenti nello sceglierla o meno, cioè e stai cercando l'ennesima via di fuga o meno, applica 3 filtri amorevolezza, ascolto profondo e verità. (o almeno, io faccio così e mi funziona molto bene)
Non sei perfetto e a volte non li sai, bene bene, i tuoi intenti. O sbaglierai clamorosamente la scelta. Va bene così, ma ammetterlo è già tanto, quindi accogliti con il primo filtro dell'amorevolezza. Non essere perfetti è indice di umanità, non di inadegutezza. E comunque andrà davvero per il meglio, se hai la pazienza di farlo emergere.
Il secondo filtro dell'ascolto profondo ti permette di sentire la differenza tra le stupidaggini che ti racconti per giustificare le tue azioni e quello che c'è sotto davvero, le loro vere motivazioni.
E' difficile da spiegare, perché si tratta semplicemente di un scelta, quella di ascoltarti e non mettere a tacere qualche voce solo perché è discordante, ma provo con una metafora.
Se senti una smania esaltata nel fare un qualcosa, quello non è entusiasmo. L'etimologia di entusiasmo è "Avere il Divino dentro", non "avere uno spacciatore di coca dentro".
Se ciò che senti è smania ed esaltazione, non è fuoco, estasi, verità, ma probabilmente paura (oddio finalmente me ne libero!) o ansia (oddio cosa succederà se non lo faccio?). L'entusiasmo dentro ha la luce, l'ispirazione, non le esplosioni e la FOMO (Fear of Missing Out, in inglese, "la paura di rimanere indietro", la chiama mia madre).
Il terzo è il filtro della verità, che più che un filtro è una paletta, di quelle per la lettiera del gatto. Scava e separa le paure dei desideri profondi.
Quei desideri che in realtà sono degli altri o che ti sono stati indotti partendo dal principio che così come sei non vai bene sono cacca. E mentre scavi riscopri, per favore, che non sei rotto, non sei sbagliato e non è perché non vai bene che "devi" trovare una strada e qualcuno che te la spieghi.
Il "sono sbagliato" è ciò che, in fondo, c'è sotto tutto quel non voler trovare, perché mentre cerchi di aggiustarti, almeno sembra che ti stai occupando del problema e che il problema quindi esiste, perciò ti permette di mantenere l'illusione che è tutto è sotto controllo.
E come si fa con gli intenti degli altri? Cioè a capire se ti daranno quello che promettono?
Dopo che hai applicato i tuoi 3 filtri a te stesso le cose sono molto più semplici. E poi basta applicarli anche all'altro. (E ricordarti che il risultato garantito non te lo dà neanche l'aspirina, ma solo Wanna Marchi.)
Come li applichiamo?
1. Questa persona emana amorevolezza?
"Ma cosa c'entra l'amorevolezza, scusa? E' più importante se è competente!" Lo credevo anche io, ma solo perché davo l'amorevolezza per scontata.
Invece davanti hai una persona la cui energia entrerà in intimo contatto con le cose più importanti della tua vita. Il suo modo di pensare, di sentire, influenzerà in qualche modo il tuo. E, no so se l'hai notato, nel Far West c'è molta più violenza sottile di quanto sembri.
Se qualcuno cerca di farmi sentire sbagliato per vendermi qualcosa, io scappo. Se fa "leva sulle mie paure", idem. Se contempla l'uso della violenza sottile, che tratta corpo, emozioni, mente o spirito come qualcosa di sbagliato, è violenza.
Questa persona (o questo gruppo) ascolta profondamente?
E intendo se stessa, te, gli altri, l'ambiente, tutto. Se senti che non ascolta profondamente, cos'è che non ascolta? Come si muove quando qualcuno non la pensa come lei?
Ascolta solo per poi avere ragione o davvero per comprendere?
Se non sta ascoltando probabilmente ha una sua valida ragione. Forse quella ragione è il vero intento per cui ti sta proponendo quella cosa. Spesso sono potere o soldi, ma a volte anche altro, in ogni caso, osserva e valuta tu se farlo entrare così intimamente in casa tua con un'intenzione che non sia quella al punto uno: amorevolezza.
E ricorda che anche qui vale la metafora dello spacciatore: questa persona risveglia in te il divino e la pace o l'esaltazione e la paura di perderti qualcosa?
Questa persona sta nella verità?
Sembra una cosa di base, ma questa persona è un "personaggio" diverso nel lavoro e nella vita privata?
E' un brand o una persona? Quello che dice, fa? O fa corsi sulle relazioni e poi a casa è un casino?
Emana pace o quella vibrazione del "spacchiamo il mondo e andiamocelo a prendere"?
Insomma, risveglia ciò che di buono c'è in te o la tua paura di essere sbagliato, la voglia di riscatto, di appartenenza o altre amenità? Placa una sete (così torni sempre da lei) o ti ricorda che hai una sorgente in casa tua?
Eh ma se applico tutti questi filtri mi sembra che non vada bene nulla e nessuno.... Ottimo!!!
Così mentre la tua mente sarà in confusione, occupandosi della reale confusione del Far West, il tuo cuore sceglierà più leggero la tua via, quella intima ed interiore. E se vorrà fare un corso o un'esperienza anche con qualcuno che non supera i filtri la farà, ma perlomeno senza la presa in giro che "questa sarà la volta buona in cui ho trovato quello (o il metodo) che mi salva".
Perché non c'è nulla da salvare, lì da te. Vai già bene così. C'è da celebrare, da entusiasmarti (il Divino dentro, ricordi?), da vivere.
E con la voglia di vivere, anche il Far West diventa un enorme parco giochi.
Spero ti sia stato utile, un abbraccio.
Maurizia

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